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Inclusività

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Premessa

Per la programmazione dell'inclusività ogni scuola provvede alla formulazione del PAI.
Esso deve essere predisposto dal GLI e viene approvato dal Collegio dei docenti.

Tale Piano individua gli aspetti di forza e di debolezza delle attività inclusive svolte dalla scuola e deve predisporre un piano delle risorse da offrire e richiedere a soggetti pubblici e del privato sociale per impostare, per l’anno scolastico successivo, una migliore accoglienza degli alunni con particolare attenzione a quelli con diversi Bisogni Educativi Speciali.

Il PAI è contenuto nel PTOF alla cui pagina si rimanda.

Mettiamo in evidenza questa significativa definizione di scuola inclusiva.

Una scuola che ‘include’ è una scuola che ‘pensa’ e che ‘progetta’ tenendo a mente proprio tutti.
Una scuola che, come dice Canevaro, non si deve muovere sempre nella condizione di emergenza, in risposta cioè al bisogno di un alunno con delle specificità che si differenziano da quelle della maggioranza degli alunni ‘normali’ della scuola.
Una scuola inclusiva è una scuola che si deve muovere sul binario del miglioramento organizzativo perché nessun alunno sia sentito come non appartenente, non pensato e quindi non accolto.

 

Patrizia Sandri,  Scuola di qualità e inclusione
Master “Didattica e Psicopedagogia per i Disturbi Specifici di Apprendimento”
Facoltà di Scienze della Formazione - Università di Bologna

Normative ministeriali di riferimento

DPR.275/99
DPR.170/10 + Linee Guida D.M.12/07/11 
Direttiva Ministeriale 27/12/12

Grazie a Nadia Caprotti, Mario Varini, Paolo Bozzo, Maxx Berni, Pietro Cappai e a tutti i Maestri di Porte Aperte sul web.